Fringe
Il titolo “Fringe” si rivela estremamente calzante per questo nuovo ciclo di opere su tela di Bonfanti.
“Fringe” evoca i margini, i confini, le zone indeterminate, le soglie.
“Fringe” è la zona liminale in cui due stati si incontrano e si confondono.
Le composizioni, dominate da orizzonti sfumati e campiture vaste, riflettono la ricerca incessante di consapevolezza e la domanda esistenziale: chi siamo noi nell’universo? L’artista ferma il dipinto su questa soglia, invitando lo spettatore a esperire il passaggio stesso, il momento di quiete e interrogazione che precede ogni rivelazione sul proprio posto nel cosmo.
Le opere si caratterizzano per la matericità del colore sulla Tela. A differenza della finitura lucida e polimerica delle “Vibe – Flavored Candy”, qui si percepisce chiaramente la grana della tela. Questo dettaglio è fondamentale, poiché conferisce una texture organica, quasi una “pelle” al dipinto, e un senso di profondità data dalla stratificazione pittorica. Si vedono a volte striature, grumi, velature che costruiscono la superficie.
“Fringe” è la zona di transizione tra il solido e l’evanescente, tra il visibile e l’infinito. È un limite che non è rigido, ma fluido, sfumato, costantemente mutevole. Queste opere evocano la sensazione di trovarsi al bordo di qualcosa, sul punto di un passaggio.
L’artista coglie l’attimo prima che il passaggio (emotivo o spirituale) si compia, lasciandoci sulla soglia di una profonda rivelazione.In definitiva, la serie Fringe è la rappresentazione pittorica dell’eterno movimento dell’essere tra Spirito, Anima e Mente, fissa in quel momento di quiete che precede la trasformazione.
Fringe è la zona liminale in cui la forma si dissolve e l’energia si manifesta. Le composizioni, dominate da orizzonti sfumati e campiture vaste, evocano la sensazione di essere al bordo della percezione, nel momento esatto in cui un pensiero, un ricordo o uno stato d’animo si apprestano a passare dall’inconscio alla consapevolezza.
Ogni opera “Fringe” è, quindi, un ritratto di uno stato coscienziale, dove la dissoluzione della forma sottolinea la fluidità e l’interconnessione di Spirito, Anima e Mente.
L’artista modula l’esperienza del “Fringe” e della sua alchimia cromatica attraverso la scelta del supporto: sulla tela , l’opera assume un carattere più intimista; la grana rustica e organica accoglie le velature in modo assorbente, spingendo la ricerca di consapevolezza verso l’interno, come una riflessione sussurrata. Sulla carta patinata opaca, il risultato è più esplicito e diretto; la superficie liscia e controllata esalta la saturazione del colore, proiettando l’energia e l’interrogativo esistenziale verso l’esterno, come un manifesto visivo.
Attraverso questa modulazione del supporto, Bonfanti non solo dipinge l’orizzonte, ma ne definisce anche la qualità espressiva. La serie Fringe è, in conclusione, una potente meditazione pittorica sul divenire e sul superamento del limite, incorniciata dalla domanda fondamentale del sé nell’universo.
La forza emotiva delle opere risiede interamente nel processo costruttivo del colore, un metodo che ha portato Luca Bonfanti a essere definito un “alchimista del colore”.
Il colore finale non è mai steso direttamente, ma viene raggiunto attraverso una meticolosa stratificazione di velature leggere. Questo metodo conferisce alle tinte una profondità ottica e una vibrante complessità, trasformando la superficie in un deposito di luce filtrata. L’intensità che ne deriva non è statica, ma dinamica, mutando a seconda della luce e della posizione dell’osservatore, e sottolineando la fluidità e l’interconnessione delle sensazioni.